Chi ha scritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo? Una cosa di tale importanza dovrebbero saperla tutti. Invece ben pochi la conoscono e men che meno chi l’ha scritta. In ogni caso, visto che si tratta di diritti dell’Uomo, si ritiene scontato e sottinteso che l’abbia scritta un uomo. Sciagurata potenza degli stereotipi maschilisti!

E invece no, signore e signori, l’ha scritta una donna: Eleanor Roosvelt nipote del celebre zio Theodore Roosevelt Jr., primo presidente progressista americano.

Era il 1948 e segnò una sorta di rivoluzione copernicana perché le varie religioni che per secoli e millenni avevano gestito, dominato e zavorrato il cervello degli umani, altro non avevano prodotto che esseri soprannaturali tutti occupati a dare disposizioni, ordini e comandamenti. Di dei onnipotenti che parlassero di diritti umani non si ha notizia, e figuriamoci di diritti uguali per tutti! Al contrario, ritenevano titolari di diritti soltanto se stessi a cominciare dal diritto di esistere, e di esistere in esclusiva mondiale, tipo: “Io sono il tuo dio, non avrai altri dei al di fuori di me”. E a scanso di equivoci, rinforzavano l’ordine con minacce che non lasciavano scampo: “Morte agli infedeli!” e “Uccidete tutti coloro che non credono in me”. Caspita! Ma si può imporre a chicchessia di credere ad una cosa quale che sia? Per credere bisogna vedere, toccare, sentire, vagliare. Bisogna che chi ti vuole far credere abbia buoni argomenti per riuscire a convincerti. Possibile che intere e infinite generazioni di esseri umani hanno avuto una tendenza a credere così pronta all’uso che bastava un ordine e loro zac! e credevano?

La legge di Abramo si fonda sui celebri dieci comandamenti (o undici o dodici, non si sa). Questi comandamenti spuntarono nel seguente modo: Mosè salì sul monte Sinai perché doveva avere un colloquio riservato con dio, il quale affidò a lui le sue leggi divine. E non gliele diede scritte su un papiro o una pergamena, ma addirittura scolpite su due tavole di pietra! Beh in certe cose è meglio essere previdenti.

Sta di fatto che Mosè stette un bel pezzo sul monte tutto solo e nessuno vide niente di quello che raccontò quando scese dal monte. Nessuno vide ma tutti gli credettero. Era furbo Mosè o il suo popolo era una manica di poveri gonzi? O tutte e due le cose? Sta di fatto che non un sacerdote né un tirapiedi di sacerdote e men che meno un dio si è mai sognato di riconoscere un solo diritto umano, dichiararlo, dettarlo, promulgarlo. Questo pensiero e questa iniziativa va ascritta ad una donna: la grande Eleonor Roosvelt.

La Dichiarazione è un documento coraggioso, intenso e generoso che consta di 30 articoli, perciò qui ne riportiamo soltanto il bellissimo preambolo:

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno é stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo; Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione; Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni; Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà é della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni; l’Assemblea generale proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Raffaella Mauceri