Caparbia, intraprendente, determinata, il suo sguardo è tutto un programma. Si chiama Greta Thunberg, ha sedici anni e sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. Siamo nel 2018 quando, all’esterno del parlamento svedese, porta un cartello con la scritta: “Sciopero scolastico per il clima”. Lei infatti è un’attivista che si batte per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. Per le sue manifestazioni solitarie davanti al Riksdag, sede del parlamento a Stoccolma, con il citato slogan appeso al collo, è diventata famosa. E pensare che le sono state diagnosticate la sindrome di Asperger (disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento) e un deficit di attenzione/iperattività! Cose da pazzi…è il caso di dirlo!

Figlia della cantante d’opera Malena Ermann e dell’attore Svante Thunberg, Greta, insieme alla sua famiglia, ha scritto il libro La nostra casa è in fiamme, pubblicato dalla Mondadori, dove viene raccontata la sua storia e il suo impegno per la difesa dell’ambiente. Frequentava il nono anno di una scuola di Stoccolma, quando decise di non andare più a scuola fino alle elezioni del 9 settembre 2018 per eleggere i nuovi membri del Riksdag. La decisione di questo gesto è scaturita dalle eccezionali ondate di calore e dagli incendi boschivi senza precedenti che hanno colpito il suo paese durante l’estate. Greta, dunque, voleva e vuole che il governo svedese riduca le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Ed è rimasta seduta davanti al parlamento del suo Paese ogni giorno per tutto l’orario scolastico.

Anche la sua bicicletta porta una scritta che dice: La crisi climatica dev’essere gestita da crisi! Il clima è la questione più importante!

A seguito delle elezioni, ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento europeo a Bruxelles e alla manifestazione organizzata da Rebellion Exinction a Londra. Il suo sciopero del venerdì ha attirato l’attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui la vicina Finlandia, l’Olanda, la Germania, la Danimarca e l’Australia. Dovunque, migliaia di studenti sono stati ispirati dalla Thunberg ad intraprendere lo sciopero del venerdì, ignorando l’appello del loro Primo Ministro Scott Morrison che ha dichiarato al parlamento “Ciò che vogliamo è più apprendimento nelle scuole e meno attivismo”, ottenendo l’esatto contrario.

Perché Greta ha continuato a parlare nientemeno alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia, spiegando così la gravità del problema: “Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è far comprendere che siamo di fronte a una minaccia  esistenziale. Questa è la crisi più grave che l’umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo anzitutto prenderne  coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare quello che  possiamo salvare”.

Poi, in occasione dell’ultima giornata ufficiale di lavori, dalla tribuna della COP24, parlando ai leader mondiali riuniti, ha detto: “Voi parlate soltanto di un’eterna crescita dell’economia verde poiché avete troppa paura di essere impopolari.  Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche  quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire  le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. […] La biosfera è sacrificata perché  alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi.  Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema”.

Il 25 gennaio 2019 è intervenuta con un discorso molto duro al Forum economico mondiale di Davos, volto a far comprendere il panico che si dovrebbe provare di fronte ai cambiamenti climatici.
Nei mesi successivi Greta è intervenuta in altre manifestazioni in diverse città europee, alcune delle quali hanno avuto una certa attenzione mediatica, come quelle di Amburgo e di Bruxelles.
Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il futuro, al quale hanno partecipato moltissimi studenti in 1700 città in più di 100 paesi del mondo, un milione solo in Italia. Greta è intervenuta alla manifestazione organizzata a Stoccolma, ricordando come sia necessario che i politici agiscano, dando ascolto ai moniti degli scienziati sul clima. Tra le risposte alla manifestazione c’è stata quella della Commissione Europea che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione.

Da più parti si dice da tempo che a salvare il pianeta saranno le donne. Ma nemmeno noi donne avremmo mai immaginato che a capo di questo movimento ci sarebbe stata una donna così giovane, Una ragazzina caparbia, intraprendente e determinata, di nome Greta.

Raffaella Mauceri