Nell’incantevole cornice del maestoso Grand Hotel Federico II di Pergusa e nel contesto dell’assemblea regionale 2019, l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha conferito la medaglia d’argento alla carriera alla nostra attivissima collega Raffaella Mauceri.

Trentacinque anni di intensa attività nei quali ha collaborato con quasi tutte le testate giornalistiche, radiofoniche e televisive della provincia di Siracusa ed oltre, occupandosi di ciò che più le sta a cuore: le donne e i bambini, non soltanto dalla sponda giornalistica ma anche fondando numerosi centri antiviolenza e nel quale ambito, dunque, è particolarmente esperta.

Com’è noto, infatti, ha tenuto svariati corsi di formazione Sigef ai colleghi e decine di corsi di formazione sulla violenza di genere a Siracusa e in giro per la Sicilia, ivi comprese le università. Una carriera costellata di riconoscimenti, targhe, coppe, premi tra cui il Premio Internazionale Universo Donna conferitole a Palermo. E adesso questa medaglia.

Raffaella, chissà quante esperienze e quanti ricordi…

“Tantissimi. Impossibile ricordare quanti articoli, inchieste, editoriali, corsivi, rubriche, interviste, recensioni, comunicati stampa, cortometraggi… Impossibile ricordare quanti personaggi. Ma non posso certo dimenticare i più famosi, quelli che, girando per tutta l’Italia, ho avuto il privilegio di conoscere: il giudice Severino Santiapichi (processo Moro, BR rosse, attentato al papa) che andai ad intervistare nella sua casa siciliana segreta, scortata dalle sue guardie del corpo e i loro ferocissimi cani lupo. Lo scrittore Roberto Gervaso detto “farfallino” e il suo inseparabile mal di testa, che quei buontemponi dell’Isola dei cani mi affibbiarono come corteggiatore. La “squalo” televisiva Maria De Filippi che mi invitò a Canale 5 per dibattere sull’aborto. E poi grandi artisti come Carla Fracci, Turi Ferro, Gigi Proietti, Valeria Moriconi…E la meravigliosa “avvocata delle donne” Tina Lagostena Bassi mia ospite a Siracusa. E ancora, giornalisti leggendari come Oriana Fallaci, Vittorio Zucconi e Demetrio Volcic. E femmiste carismatiche e cattedratiche come Donna Araway, Elvira Banotti e Juliet Mitchell…L’elenco è lungo. Attualmente sto collaborando per il glorioso quotidiano Libertà e per l’emittente Video 66 dove tengo una rubrica settimanale. E proprio ieri mi è stato proposto l’incarico di direttore responsabile della prestigiosa rivista internazionale Ars Magistris”.

– Pino Filippelli ti definì “una pioniera sanguigna e incontenibile, una giornalista dalla penna coraggiosa”. Laura Valvo ti descrive come “la donna-simbolo dell’8 marzo”. E il collega Franco Nania, grande vignettista, ti ha fatto la caricatura ribattezzandoti Penna profonda…

“Soprannome che io ho adottato come email personale perché mi riconosco pienamente in questa mania di scavare per trovare le radici di ogni cosa”.

Che cosa hai detto quando ti è stata consegnata la medaglia?

“Niente di che. C’erano stati interventi mostruosamente lunghi che avevano sfiancato l’uditorio e non volevo infierire! E così ho detto soltanto: “Ho usato il mio mestiere di giornalista per difendere le donne e contagiare il mio femminismo alle giovani colleghe. Dice il proverbio: se sono rose fioriranno. Beh, qualche rosa è già sbocciata. Questa medaglia invece la lascerò al mio nipotino Leonardo… magari gli verrà voglia di diventare giornalista come la nonna, chi lo sa!”

Tu sei stata anche editor del periodico “Il Corriere delle Donne” unico giornale femminista in tutta la storia della stampa di questa città. Bello, elegante, con una redazione di sole donne e andava a ruba! Come mai lo hai chiuso?

“Per vent’anni mi sono arrampicata sugli specchi per far quadrare le entrate della pubblicità con i costi di produzione, come dire che facevo volontariato puro e duro. Finché un bel giorno i delinquenziali studi di settore decidono, del tutto arbitrariamente, che le mie tariffe pubblicitarie sono troppo basse e quindi il mio fatturato dev’essere fasullo! E così anch’io, come milioni di italiani e soprattutto di italiane, ho dovuto abbassare la saracinesca…. Con mille grazie ai grandi geni dell’economia italiana che hanno trovato la maniera di distruggere il nostro paese con un’arma nuova di zecca: l’ipotesi!”.

Detrattori?

“Chissà quanti ne ho! Ma non si fanno conoscere”.

Estimatori?

“Quelli si fanno conoscere, soprattutto i miei “protetti”. Ma forse dovrei dire le mie protette, perché anche se ci sono donne vigliacche, miserabili e invidiose, io difendo e difenderò sempre le donne perché viviamo in una società misogina e ostile che non riconosce il valore della differenza di genere, e io mi sono data il compito di insegnare alle donne che tollerare non è una virtù e ribellarsi è un dovere perché per ogni donna che esce dalla violenza ce n’è un’altra che da lei impara a non accettarla”.