È arrivata ufficialmente la primavera!

Alle 22.58 ora italiana di oggi, 20 marzo, ci sarà l’equinozio, dalla parola latina aequinoctium (notte uguale).

L’equinozio, ovvero il momento in cui la linea d’ombra che divide la zona della Terra illuminata dal Sole da quella in cui è notte taglia contemporaneamente Polo Nord e Polo Sud, e dunque il dì e la notte hanno (quasi) la stessa durata, quest’anno, come già accaduto in passato, anticipa al 20 marzo anziché il canonico 21.

Slittamento dovuto ad una lenta deriva del calendario gregoriano, legata all’esigenza di dovere approssimare al meglio la durata dell’anno astronomico.

Il calendario gregoriano è di 365 giorni: è comodo, ma non rispecchia l’anno siderale, ossia l’effettiva durata dell’orbita della Terra attorno al Sole, che è di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi.

Per compensare la differenza è stato introdotto il sistema degli anni bisestili, che prevede l’aggiunta di un giorno alla fine di febbraio, in generale per tutti gli anni non secolari (che non segnano il passaggio di secolo) e divisibili per 4: questa soluzione offre una buona approssimazione, ma è comunque un’approssimazione.

Per fare tornare i conti la regola non è stata rispettata per il 2000, che è stato bisestile: questo però sta provocando un graduale slittamento all’indietro degli eventi del calendario astronomico. Il cambio di stagione “arretra”, anno dopo anno: addirittura, nel 2044 l’equinozio di primavera cadrà per la prima volta il 19 di marzo. Lo stesso calendario, però, prevede un aggiustamento nel 2100.