“Il Tribunale di Siracusa ha emesso un verdetto simbolico lanciando un grande messaggio contro la violenza di genere: nessuna clemenza, nessuno sconto di pena per chi uccide una donna.” Le parole dell’avvocata Daniela La Runa

Era il 19 gennaio del 2015 quando nella città di Siracusa si verificava un terribile caso di femminicidio. Vittima un’infermiera dell’ospedale Umberto I di Siracusa, la 35enne Eligia Ardita, incinta all’ottavo mese di gravidanza, della piccola Giulia.

Imputato con l’accusa di omicidio il marito della donna, Christian Leonardi.

Il soggetto in un primo momento confessa il delitto sostenendo di aver aggredito e soffocato la moglie al culmine di una lite scoppiata in casa, per poi ritrattare tutto, affermando che la moglie sarebbe rimasta vittima di un malore.

Tuttavia la perizia sembra smontare la tesi del marito che nel frattempo sceglie un nuovo collegio difensivo dichiarandosi innocente e decidendo di sottoporsi al giudizio con il rito ordinario.

Oggi arriva la sentenza per Christian Leonardi condannato dai giudici della Corte di Assise del tribunale di Siracusa all’ergastolo e tre mesi di isolamento diurno.

“Indubbiamente quella che si è delineata con la lettura della sentenza di oggi per una professionista come me, – spiega l’avvocata Loredana Battaglia della Rete Centri Antiviolenza di Siracusa, presieduta dall’avvocata Daniela La Runa, e costituitasi parte civile nel processo – che si occupa quotidianamente di violenza di genere, è una vittoria! Lo è per tutti coloro che confidano e credono fortemente nella giustizia. 


Certo, – continua non senza emozione – è vero anche che si resta con l’amaro in bocca, perchè parliamo di una tragedia consumata. Quelli di cui ci siamo occupati durante questo lungo dibattimento, – sottolinea – sono fatti che si potevano e dovevano evitare! Per questo motivo mi sento di dire che la sentenza di oggi, per tutte le donne che subiscono violenza, deve essere un esempio in positivo. Deve servire loro, – continua l’avvocata Battaglia – per poter riflettere e trovare il coraggio di denunciare, facendosi accompagnare, in tutto il loro doloroso e travagliato percorso, dall’assistenza legale e psicologica dei centri antiviolenza che sono sul territorio.

Le donne non devono avere timore alcuno di reagire, perché loro sono le vittime e hanno diritto ad avere una vita migliore. Non devono pensare che non hanno via d’uscita perché questa c’è.


La povera Eligia non ne ha avuta perché è morta e con lei la sua bambina ma questo deve farci capire che non si deve arrivare all’estremo gesto. Per fare questo, – conclude l’avv. Battaglia – dobbiamo essere noi donne ad essere brave a comprendere i segnali inequivocabili della violenza. Ad alzare dei paletti e dire basta, facendoci aiutare da persone competenti”.

“Grande è stata la commozione durante la lettura della sentenza di condanna di Christian Leonardi per un provvedimento giusto e soprattutto equo. – Queste le parole dellavvocata Daniela La Runa, presidente della Rete Centri Antiviolenza di Raffaella Mauceri – Ieri il Tribunale di Siracusa ha emesso un verdetto simbolico lanciando un grande messaggio contro la violenza di genere: nessuna clemenza, nessuno sconto di pena per chi uccide una donna.

Eligia ha avuto giustizia, noi donne tutte abbiamo avuto giustizia.
 La piccola Giulia invece, non ha avuto la meritata giustizia e non per colpa dell’attento tribunale, ma perchè la legge non glielo ha consentito. La bambina, che non è nata viva per colpa delle crudeli condotte del padre, è – per il nostro ordinamento- un aborto. Nessun femminicidio, quindi, per la piccola Giulia. 
E questa nota amara rende ancora noi della Rete centri antiviolenza più determinate nella lotta contro la violenza di genere affinchè la giustizia sia piena ed equa per tutte le vittime di femminicidio.